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Guerriglia alla prigionia dell'Informazione. Contro la corruzione dell'industria mediatica, il bigottismo dei ceti medi, l'imperdonabile assopimento della coscienza civile. La brama di Verità prima di ogni anelito, l'abrasiva denuncia, verso la dissoluzione di ogni soluzione precostituita, L'infanticidio di ogni certezza indotta. La polvere nera della coercizione entro le narici di una crisi di rigetto. L'abbuffata di un pasto nudo, crudo amaro quanto basta per non poter esser digerito.

In ricorrenza del 60° anniversario della Nakba, la catastrofe palestinese, e in concomitanza con la mobilitazione per il boicottaggio della fiera del libro di Torino: Free Palestine, Palestina Libera
06/05/2008

"Tracce d'Esproprio Collettivo": il blog di vittorio arrigoni naher al bared beddaqi

 

Circa la nostra adesione al boicottaggio della fiera del libro di Torino,
abbia già palesato in due post le ragioni delle nostre motiviazioni :
 
e
 
Dopo che la terza carica dello stato ci ha definiti peggio degli assassini neofascisti di Verona,
mi attendo che la manifestazione di sabato sarà molto partecipata, colorata e rumorosa.
Spero inoltre di non assistere a roghi di bandiere,
col vento che tira nel nostro paese quel fuoco ti si rivolta sempre indietro.
Ad uso e consumo di stampa e tv in visibilio pro-Israele.
 
La sera prima, ovvero venerdì 9,
in ricorrenza del  60° anniversario della Nakba,
la "catastrofe" palestinese,
e in concomitanza con la mobilitazione per il boicottaggio della fiera del libro di Torino, sarò a Magenta per introdurre la presentazione dei cortometraggi degli amici di A-films, impegnati in una breve tournee in Italia:
 

a-filmsVenerdì 9 Maggio ore 21. 00

c/o Puntorosso IDEAL MAGENTA

Viale Piemonte n. 10

Magenta

 

-ingrandisci-

 

-ingrandisci-

 

 

“Attivisti del collettivo anarchico a-films presentano  i loro cortometraggi sulla situazione del campo profughi palestinese di Naher Al-Bared (Nord del Libano), recentemente raso al suolo dall'esercito libanese"

 
Guerrilla Radio e A-Films ringraziano il brother Sub  e gli Insonni della ragione per aver organizzato l'evento.
 
Vittorio alias g.r

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Gianfranco Fini Fascista: gli assassini neonazisti di Verona? Peggio quelli che bruciano le bandiere d'Israele (c'ho un rigurgito antifascista, video)
05/05/2008

Per quelli che...
il fascismo è morto e sepolto da decenni,
ma soprattutto andate a dirlo agli amici e ai familiari del povero Nicola Tommasoli, R.I.P.
 
Il fascismo è vivo e vegeto,
e semina violenza e intolleranza dai municipi governati dalla Lega e An sin sù dagli scranni più alti del nostro parlamento.
 
Avete sentito cosa ha osato dire la terza carica dello Stato Gianfranco Fini?
 
- gli assassini neonazisti di Verona?
Sono «molto più gravi» le contestazioni della sinistra radicale contro la Fiera del libro di Torino.-
 
Dichiarazione gravissima,
fascistissima,
contestare è peggio che uccidere brutalmente per Fini.
 
Queste sono prove generali di un regime purissimo.
Con la sinistra fuori dal parlamento,
si criminalizzano le piazze in movimento,
anticamera di una repressione che si annuncia dura, durissima,
oggi con le parole, domani coi fatti.
 
Ci si indigna per due stupidi che bruciano una bandiera,
 
Fini,
Io, fiero contestatore della fiera di Torino,
sarei peggio di quelle merde di skinheads che probabilmente ti hanno pure votato?
 
A te, Gianfranco Fini, fascista appena uscito dalla lavatrice,
dedichiamo il pezzo in sottofondo.
 
ps.
L'ho notato solo io come Fini e in generale la destra parlino sempre e solo di naziskin e neonazisti?, non citando mai la parola fascismo o neofascisti?
Idem Alemanno oggi, visitando la Sinagoga, all'Altare della Patria e le Fosse Ardeatine ha così dichiarato:
''Nella destra italiana non c'è nessuno spazio per la difesa del totalitarismo''.
"Vogliamo che i giovani di Roma abbiano sempre memoria di quello che è accaduto in questa città quando era occupata dal totalitarismo."
 
Totalitarismo? Se ti sente un partigiano ti domanda che caxxo stai dicendo,
In Italia si chiama Fascismo, costa così tanta fatica chiamare le cose per cosa sono?
 
Ps2,
Per quei veneti che si domandano come è potuto accadere,
ricordiamo chi  si è portato in comune il sindaco Tosi:
Andrea Miglioranzi, ex skinhead ora Fiamma Tricolore.
Quello che diceva: "Fascista? Per me è un termine molto caro".
Scoppiato lo scandalo, non solo cittadino, Miglioranzi si fece da parte.
Giusto per citare un altro dettaglio, Miglioranzi, capogruppo in Comune della lista Tosi, è il primo in Italia ad essersi fatto tre mesi per istigazione all’odio razziale.
Gianfranco Fini saluto romano

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Non chiedetemi di festeggiare la nakba, la catastrofe palestinese (risposta a Diego Ianiro e a Nazione Indiana)
05/05/2008

Giorni addietro Diego Ianiro mi ha chiesto
Questa la mia risposta.
Vik
giusto boicottaggio fiera del libro di torino
nakba 1948 2008
1948 2008 nakba naqba image
Caro Diego,
chi ti scrive in Palestina ci ha lasciato una parte del cuore,
e pure un bel pezzo di fegato.
Perchè ci vuole coraggio, una sorta di cosciente incoscienza,
per schierarsi dinnanzi immobile, al terzo esercito più potente del mondo. Armati e animati solo dalla passione per quei quattro sconci ideali che sono l'unica bandiera in cui vorrei venire avvolto da morto, la mia unica patria.
 
Per il nostro attivismo nel campo dei diritti umani,
pacifista e non violento, io insieme agli amici di quell'angelo Rachel Corrie siamo stato omaggiati dai soldati israeliani di manganellate e gas lacrimogeni cancerogeni, proiettili rivestiti di gomma e proiettili investiti di missione omicida.
Qualcuno di noi non è tornato a casa, e mi riferisco a Tom, oltre che a Rachel.
Diversi altri a casa sono tornati parecchio conciati, come Brian, grazie ai gentili omaggi dei soldati israeliani.
Voglio dire che di sangue ne è stato versato, e mescolato insieme a quello palestinese nell'odierna carneficina denominata occupazione militare.
 
Durante i miei mesi di convivenza con le donne e con gli uomini della Palestina ho appreso più di una lezione su  cosa significa dignità umana, fratellanza, eroismo umile;  lezioni che da noi solo gli ultimi partigiani sopravvissuti potrebbero ancora tramandare, se ancora qualcuno avesse voglia di starli a sentire.
Ho continuato a tornare in Palestina finché Israele non ha deciso che ero divenuto un personaggio scomodo,
che con tutti i gravi crimini contro l'umanità di cui ero stato  testimone vigile
sarei  teoricamente "pericoloso" per il suo progetto sionista di occupazione, ed è per questo che  
sono stato arrestato, torturato,
e ingiustamente processato a Tel Aviv.
Le cicatrici di quei drammatici avvenimenti sono ben più visibili nel mio animo,
di quelli che mi sono rimasti impressi sulla carne viva.
Ma sono NULLA rispetto alla quotidianità di dolore e disumana sofferenza che subiscono le donne e gli uomini della Palestina,
Nulla rispetto al dolore della madre di Tamer Abu Shaira, bambino di dieci anni ucciso martedì con un colpo alla testa.
Nulla rispetto al pena della madre di Said al-Aidi, di 2 anni morto lo stesso giorno per mancanza di farmaci in quella prigione a cielo aperto che è Gaza. 
Nulla rispetto al sofferenza delle madri dei 5 morti  e dei bambini seriamente feriti durante l'ultimo bombardamento a Rafah,
Niente rispetto al dolore delle madre di Tasbih al-Khayyat, studentessa rapita lunedì insieme ad altri 15 palestinesi,
e questo solo per rimare agli ultimi giorni.
 
Nulla rispetto al futuro dolore di quella madre quando scoprirà che proprio oggi un suo figlio si è offerto per il martirio,
il desiderio folle di divenire una bomba a due gambe, non avendo più alcuna speranza su cui camminare.
 
Vengo alla disamina dell'appello contenuto nella tua lettera Diego,
che ti dico già non posso decisamente accettare.
 
tu dici:
1- Accettando Israele come paese ospite
 
Credo che a questo punto sia chiaro a tutti che l'ospitata di Israele alla fiera del libro di Torino sia una celebrazione del sessantesimo anniversario della sua nascita.
E io ti rispondo che non ho potuto, non posso, non potrò mai festeggiare la nakba.
 
Non chiedetemi di festeggiare la catastrofe palestinese.
 
Ho ancora ben impresso, nella mente, quella notte di qualche anno fa a Tulkarem, era metà maggio.
Allarmati da colpi sordi, di esplosioni, ci siamo issati sul tetto dell'ospedale della mezza luna rossa che faceva allora da nostra base operativa. Con nostra vivida sorpresa di non si trattava di una battaglia in corso,
ma di fuochi artificiali.
Nella colonia israeliana di Sal’it, a pochi chilometri in linea d'aria, stavano festeggiando l'anniversario della nascita d'Israele.
Poco dopo, nella città palestinese si manifestò una incursione di mezzi militari israeliani, tank e jeep blindate, facendo calare il panico nella popolazione locale.
Sentimmo i primi spari, e poi distintamente, l'invito che i soldati facevano dai microfoni ai palestinesi, in arabo e in inglese:
 
"People of Tulkarem,  say happy birthday to Israel,
curfew! curfew! curfew!
 
(tr: gente di Tulkarem, augurate buon compleanno a Israele,
coprifuoco! coprifuoco! coprifuoco!)
 
Quasi immediatamente gli uomini di Tulkarem uscirono dalle loro case e temerari si riversarono nelle strade al grido di:
"Allah akbar! Allah akbar! Allah akbar!"
 
E noi dietro loro.
 
L'indomani, mestamente, amici arabi mi accompagnarono all'obitorio della città,
per vedere i corpi maciullati che i soldati si erano lasciati dietro i loro festeggiamenti.
Mi mostravano i cadaveri freschi di giornata con l'esortazione a prendere nota eppoi riferire, una volta tornato in Italia,
cosa che ho assunto come missione e sto svolgendo anche in questo preciso istante.
 
Non chiedetemi di festeggiare tutto questo.
 
Diego,
successivamente tu scrivi:
 
2- Motivando e proponendo “nel nome della letteratura”, come da appello, l’inclusione di tutte le voci e le penne nate, cresciute o residenti in Israele...
 
e poi ipotizzi un titolo provvisorio per il nuovo evento:
“Israele sessant’anni dopo: affinità/divergenze tra lo Stato Ebraico e noi [ebrei]”)
 
Come è possibile che tu ti sia scordato del milione di arabi-israeliani e quindi non ebrei che vivono a tutti gli effetti sebbene discriminati nello stato d'Israele?
Le loro vite nello stato d'Israele non hanno voce in capitolo?
 
Riguardo al titolo ti dico di più Diego,
io mi ritrovo nelle parole del Patriarca Latino di Gerusalemme, Michael Sabbah, quando invita Israele a rinunciare al suo carattere di Stato Ebraico, proprio perchè il 25% della sua popolazione non è ebreo.
 
Ma il punto più controverso del tuo appello, a mio modestissimo parere,
sta in quell'invito a "esclusivamente-  tutte le voci e le penne nate, cresciute o residenti in Israele."
per un "dibattito/confronto sul tema della democrazia israeliana ".
 
Ciò significa escludere quei soggetti che di fatto sono le prime vittime dell'assenza di democrazia in Israele,
vale a dire gli arabi-israeliani e i palestinesi sotto occupazione.
 
Come se nel Sudafrica dell'apartheid venisse organizzato un dibattito sul razzismo senza invitare nessun rappresentante della comunità nera.
 
Discutere della democrazia di uno Stato che in questo preciso momento sta occupando e costantemente colonizzando  un altro popolo senza invitare una pari delegazione del popolo occupato non mi pare abbia molto senso.
 
Ti posso dimostrare con un semplice quesito che è indispensabile l'apporto dei palestinesi anche solo per riuscire a identificare Israele fisicamente, giuridicamente, e quindi democraticamente.
 
Cosa significa Israele?
Cosa è Israele?
Quali sono i suoi confini, e quali i suoi cittadini sopra cui esercitare la sua sovranità?
 
Per ogni estenuo promotore di pace,
che non può esistere senza giustizia e legalità,
Israele si configura in quello stato a partire dal  suo riconoscimento nelle leggi internazionali,
dalla comunità internazionale che lo inserisce entro i confini prima del  '67.
Tutto il resto è Legalmente Giustizialmente e Pacificamente territorio palestinese.
E se qualcosa dovrà essere tolto, qualcos'altro dovrà essere aggiunto.
 
E chi sono gli israeliani?
e quali israeliani tu vorresti invitare?
 
Mal, mia cara amica che che sta ultimando il suo primo libro,
è puroperfettamente palestinese, ogni cellula del suo minuscolo e grazioso corpo e ogni molecole del suo spirito appartengono alla Palestina,
ma, essendo nata e cresciuta a Gerusalemme Est, secondo le autorità israeliane è cittadina d'Israele ( sebbene cittadina di serie z).
Tant'è che per viaggiare, quando glielo permettono, ha con sè un passaporto israeliano.
Lei rientra fra gli scrittori da invitare?
 
Come si denota,
invitare solo cittadini israeliani ebrei è troppo controverso,
e tendenzialmente favorevole alla politica attuale del governo israeliano,
che fa della unilateralità il suo piglio tirannico.
 
.
Come ho già scritto sul mio blog nei confronti della fiera del libro di Torino la mia scelta l'ho già fatta.
Quale formula più limpidamente pacifista e non violenta di dissenso,
per costringere Israele a mollare la sua morsa mortale che soffoca la Palestina,
se non il boicottaggio?
Nella mia esperienza di vita ho sempre cercato di sostenere la causa palestinese,
questione morale del nostro tempo, nei modi e nei canoni consentiti dal mio pacifismo.
E per sapere ogni volta quale azione fosse la più giusta da intraprendere ho adottato un sistema semplicissimo.
Semplicemente, ho sempre chiesto a quei palestinesi che condividevano i miei ideali cosa fosse meglio fare per sostenere la loro lotta di resistenza.
E difatti il mio appoggio al boicottaggio della fiera di Torino è condizionato oltre che dall’Unione Generale degli Scrittori Palestinesi dalle parole del Primo Poeta palestinese Makhumd Darwish,
che un paio di anni fa ebbi la fortuna d'incontrare:
«Se mi invitassero a Torino rifiuterei». «L'edizione di quest'anno è ipocrita e mi dispiace, amo l'Italia. La nascita d'Israele per noi è la Nabka, la catastrofe. Non ho niente da dire ai suoi cantori».
 
In Palestina mi trovai a fare da scudo umano per proteggere i civili palestinesi,
perchè era questo quello che i palestinesi mi avevo chiesto di fare per aiutarli.
Non mi sono mai permesso di imporre ai palestinesi la mia soluzione per la loro sopravvivenza,
il mio è sempre stato un agire di supporto, di rispetto.
 
Da allora a oggi per me nulla è cambiato.
 
stay human, restiamo umani
Vittorio Arrigoni.

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Giusto il boicottaggio della fiera del libro di Torino (con un invito alla segnalazione)
05/05/2008

"In Palestina sta avvenendo la nuova apartheid del nostro secolo"
(Nelson Mandela)
boycott israel boicottaggio israle
boycott israel
 
Mandela pronunciò anche quest'altra di frase:
"la Palestina è la questione morale del nostro tempo".
 
In virtù del nostro passionale e compassionevole coinvolgimento a questa tragica questione,
comunichiamo tramite questo post il nostro pieno appoggio a chi sostiene il boicottaggio della fiera del libro di Torino.
 
Fiera che quest'anno avrebbe dovuto avere come ospite l'Egitto,
ma pressioni dell'ambasciata israeliana hanno convinto gli enti locali di Torino e del Piemonte a modificare il programma,
e a decidere di ospitare Israele per onorare il 60° anniversario della sua nascita.
Peccato che la festa d'Israele coincide con la nakba, la tragedia palestinese, quando quell'anno migliaia di palestinesi furono espulsi dai loro villaggi,  diversi uccisi, le loro donne stuprate dai coloni.
 
Da queste pagine e nelle mie esperienze di vita ho sempre cercato di sostenere la causa palestinese,
(questione morale del nostro tempo appunto)
e per sapere ogni volta quale azione fosse la più giusta da intraprendere ho adottato un sistema semplicissimo.
Semplicemente, ho sempre chiesto ai palestinesi cosa era meglio fare per sostenere la loro lotta di resistenza.
E difatti il mio appoggio al boicottaggio della fiera di Torino è condizionato oltre che dall’Unione Generale degli Scrittori Palestinesi dalle parole del  Poeta, massimo esponente della lirica palestinese Makhumd Darwish: «Se mi invitassero a Torino rifiuterei». «L'edizione di quest'anno è ipocrita e mi dispiace, amo l'Italia. La nascita d'Israele per noi è la Nabka, la catastrofe. Non ho niente da dire ai suoi cantori».
 
Molti le voci italiane di dissenso a questo boicottaggio,
alcune davvero fuoriluogo, come chi ciancia di antisemitismo ignorando che essere antisemiti e contemporaneamente stare dalla parte dei palestinesi è impossibile.(Le parole sono importanti).
A quelli invece che asseriscono che antisemitismo e  antisionismo sono sinonimi, rimando alla bella : "Lettera aperta al Presidente della Repubblica Italiana" di Mauro Manno
 
Eccomi qui allora ancora a difendere le ragioni di un boicottaggio, dopo poco tempo dall'ultima volta, quando mi scontrai con un caro amico circa una mostra di arte moderna israeliana sempre a Torino (da quelle parti sono recidivi).
La storia insegna ma non ha alunni.
E Mandela e il Mahatma Gandhi sono al momento impossibilitati a concedere ripetizioni.
Ma c'è la storia specifica del SudAfrica a indicarci la strada per costringere Israele razzista e colonialista e giungere ad un compromesso.
Non boicottare allora quel regime di apartheid fu considerato un pò come esserne complici,
cosa cambia oggi?
 
Gli oppositori del boicottaggio argomentano che gli scrittori non sono responsabili delle politiche dei loro governi,
e in particolare Abraham Yehoshua, Amos Oz e David Grossman si sono spesso schierati contro  Tel Aviv.
A queste opposizioni vorrei ribattere ricordando che i "pacifisti" Yehoshua Oz e Grossman, erano a favore dell'ultima guerra in Libano, della "pulizia etnica contro i palestinesi del '48" (come l'ha definita storico israeliano Ilan Pappe) e soprattutto sono da sempre contrari al ritorno dei profughi palestinesi, diritto sancito dalla comunità internazionale.
 
Come suggerisce il grande poeta israeliano  Aharon Shabtai (lui veramente dissidente dalle politiche del suo governo),
queste manifestazioni culturali sono solo "occasioni di propaganda, in cui Israele si mette in mostra come uno Stato con una cultura, dei poeti, ma nascondendo che in questo momento sta compiendo dei terribili crimini contro l'umanità".
 
A riprova di questo in un articolo apparso nell'agosto scorso sul quotidiano israeliano Ha'aretz Dan Orian, un ex funzionario del ministero degli esteri israeliano, ha descritto la cooperazione tra governo e scrittori come basata su un mutuo interesse: questi ultimi «cercano la massima esposizione all'estero per il loro lavoro e il ministero vuole usarli, per mostrare la faccia attraente, sana d'Israele». 
 
Mi preme inoltre ricordare ,
che complici di quel boicottaggio internazionale e totale contro il Sudafrica segregazionista che portò attraverso negoziati alla democrazia a-razziale e alla sconfitta dell'apartheid  furono proprio i suoi più grandi scrittori (bianchi)  come Nadine Gordimer, Breyten Breytenbach, John Coetzee, André Brink che pagarono questa loro forte presa di posizione con l'esilio e con il carcere, oltre a vedere i loro libri banditi nel loro paese d'origine.
"Non che andassero in giro per le fiere letterarie all'estero su iniziativa del ministero della cultura di Pretoria per presentare la faccia buona - e perfino critica - del regime di apartheid. "
come ha scritto recentemente Maurizio Matteuzzi in un lodevole intervento su Il Manifesto.
 
Come stragrande maggioranza dei palestinesi, non credo che la miglior risposta all'occupazione israeliana siano gli attentati, i "kamikaze" e missili su Sderot.
Il boicottaggio è pacifista, non violento, la migliore risposta umanamente accettabile,
all'imbarbarimento di un conflitto che rende disumano ogni gesto.
 
Il boicottaggio può essere l'ultima speranza, e noi speriamo.
italian boycott israel
Riprendendo ancora le parole del poeta israeliano Aharon Shabtai:
"Io spero nell'aiuto degli europei, che i discendenti di Voltaire e Rousseau aiutino Israele, perché Israele non finirà l'occupazione fin quando l'Europa non gli dirà "basta". Solo una pressione da parte dei paesi civili e democratici può cambiare la situazione e riportarci la felicità. La situazione attuale - in cui a dettar legge è l'esercito - non può essere cambiata dall'interno. Per i valori di cui è portatrice, l'Europa non può continuare a collaborare con Israele."
 
Vittorio Arrigoni alias guerrilla radio
 
Qui di seguito, riporterò mano a mano la lista dei bloggers che sostengono il boicottaggio alla fiera del libro di Torino,
(ogni segnalazione è ben accetta)
blogger contro l'apartheid d'israele

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1 maggio 2008: le morti bianche sono omicidi bianchi (+ 12 dicembre di Pier Paolo Pasolini e il collettivo di Lotta Continua)
01/05/2008

Le immagini in bianco e nero alla fine di questo video sono tratte da "12 Dicembre",  documentario nato dalla collaborazione di Pier Paolo Pasolini e il collettivo di Lotta continua.
Correva il 1972 e l'affresco della realtà operaia di quegli anni mostra Carrara, dove si muore "inavvertitamente" schiacciati dai massi di marmo bianco sino alla Montecatini Edison, la Pirelli e la Fiat di Torino. Le facce degli operai in assemblea mostrano preoccupazione ma anche una lucida consapevolezza: non si muore solo di fumi nocivi ma anche di alienazione dopo otto ore passate a ripetere lo stesso movimento.
concerto primo maggio in diretta da roma rai tre
Cosa è cambiato dal '72?
Poco o nulla a giudicare dalla strage in corso:
Dall'inizio dell'anno a oggi, 1 maggio 2008,
per lavoro, ci sono stati:
349 morti
349502 infortuni
8737 invalidi.
 
Una cosa in realtà si è modificata dagli anni 70 a oggi,
allora, quando si moriva sul lavoro, si parlava di “omicidi bianchi”,
e non di morti bianche, espressione odierna profondamente ideologica, e pertanto da demolire. 
Essendo le morti bianche, tradizionalmente, le morti in culla di neonati, per le quali nessuno era responsabile, tragiche fatalità. Laddove invece la responsabilità, nel caso delle morti da lavoro, c'è sempre, ed è individuabile.
(Ragion per cui da oggi chiamiamo queste morti col loro vero nome, omicidi bianchi.)
Di Queste responsabilità, dei motivi di queste morti dobbiamo tutti divenire consapevoli, come ci sollecita Marco Rovelli nel suo ultimo libro "Lavorare Uccide":
 
"...consapevoli del fatto che le morti sul lavoro sono sempre “sovradeterminate” da cause interne al modello di sviluppo del nostro paese: la frammentazione del processo produttivo e dell'organizzazione del lavoro, la catena infinita di appalti e subappalti, la condizione precaria dei lavoratori e la loro conseguente ricattabilità, l'abbassamento del costo del lavoro, la preminenza abnorme della cosiddetta “microimpresa” nel tessuto produttivo italiano. "
 
" Bisogna non stancarsi di parlare di morti sul lavoro, e non come vuota ritualità, come enumerazione di tragiche fatalità: questo, quanto ai mass media, significa mantenere alta l'attenzione sulla vicenda, impegnarsi a dar conto come vanno avanti i procedimenti giudiziari. Non dimenticarsi delle morti il giorno dopo, lasciando nel vago ogni responsabilità. Fare di ogni morte sul lavoro quel che, per una serie forse casuale di eventi, il sistema mediatico ha fatto (e in alcuni casi ha dovuto fare) per la ThyssenKrupp."
 
C'è una cosa fortemente di sinistra
che ci ha lasciato in eredità lo sventurato governo Prodi,
e dobbiamo rendergliene onore,
il testo unico sulla sicurezza nei posti di Lavoro, che entra in vigore oggi, primo maggio 2008.
Un nuovo Decreto che pone la legislazione italiana all’avanguardia in Europa e contribuirà alla riduzione degli infortuni obbligando le aziende a quella responsabilizzazione che oggi evadono.
 
Bene,ora, io vorrei che tutti gli operai che hanno votato centrodestra,
sapessero che così com'è questo testo una volta applicato salverà delle vite umane,
a meno che non venga modificato, come ha dichiarato di voler fare, il senatore Maurizio Sacconi  del governo dell'Imprenditore e Industriale Silvio Berlusconi.
Questi qua non hanno problemi a sporcarsi le mani del rosso sangue degli omicidi bianchi, l'hanno sempre fatto.
 
Buon primo maggio combattivo.
 
concerto 1 maggio online

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Gianni Alemanno nuovo sindaco di Roma.I fascisti romani ringraziano in coro Rutelli e Veltroni
28/04/2008

I nuovi figli della Lupa:

"questa è la storia di un piccolo fascista che ammazzò quel bastardo comunista"

Gianni Alemanno: 53,7% 
Francesco Rutelli: 46,3%
veltroni piange
Valeva davvero la pena di candidare
er marchettaro del Vaticano?
 
Dai primi riscontri sui flussi elettorali pare che gli elettori della Sinistra radicale non si siano mossi in massa per andare a votare Rutelli e Veltroni,
per coloro che li hanno defenestrati dal parlamento.
 
Che altro dire?
 
 
ps.
se qualcuno non ha ancora prenotato per il mare questa estate,
consigliamo vivamente Massa, andate a Massa!
 
ps.2 Se Roma piange Vicenza se la ride,
"Se sarò sindaco promuoverò in consiglio comunale una delibera di segno opposto a quella che ha dato il via libera al progetto".
speriamo...
foto alemanno saluto romano video cantano duce duce
ps.3
remember:
antifascista sempre!
 

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Video Shock: Waterbording, campagna di amnesty international contro la tortura (Riad Hamad R.I.P)
26/04/2008

 

tutti i video shock della campagna di amnesty contro la tortura

sapete quale discussione è stata centrale nella campagna elettorale per le primarie?
 
Se il Waterbording sia o no  da considerarsi una tortura,
e più in generale se sia lecito o no torturare i prigionieri "sospetti" di terrorismo.
 
Cos'è il waterboarding?
Il «waterboarding» (o annegamento simulato) è una tortura  utilizzata negli interrogatori contro i presunti terroristi di Al Qaeda.
 
L'acqua che scende dall'alto è limpida. Un fiotto compatto. Inesorabile. Entra nella gola, stimola la faringe e il prigioniero ha la netta sensazione di annegare. A questo punto, non gli resta che implorare pietà. «Il terrore di morire - spiegano gli esperti - porta quasi immediatamente a chiedere che il trattamento abbia termine»
 
ma persino di appoggiarle convintamente.
E i candidati alla sua successione che dicono?
Durante le primarie dei repubblicani nessuna sorpresa, anche se è orripilante, che tre favoriti alla nomination repubblicana (Giuliani, l'ex governatore del Massachusetts Mitt Romney e l'ex senatore e attore - non a caso nella serie Law and Order - Fred Thompson), si siano dichiarati favorevoli, a volte entusiasti degli «interrogatori estremi»
Il candidato alla fine uscito vincente, John McCain è invece (moderatamente) contro il waterboarding e per la chiusura di Guantanamo.
Sapete perchè?
McCain, un falco rapace in generale, ma contrario alla tortura, è l'unico del branco ad averla subìta di persona quando era prigioniero di guerra in Vietnam.
 
E fra i democratici?
La senatrice di New York Hillary Clinton, (vergognati) dopo essersi dichiarata contraria alla tortura, ha aggiunto: «Nel caso dovessimo interrogare un detenuto al corrente di un attacco imminente a milioni di americani, allora la decisione di derogare dai criteri internazionali deve essere presa dal presidente. E il presidente dovrebbe risponderne» (ancora una volta è McCain a stonare nel coro: «Il waterboarding è tortura, punto»).
 
Obama dice: "Nessun governo dovrebbe permettere il ricorso alla tortura, incluse le cosiddette tecniche di interrogatori rafforzate, come il 'waterboarding, le temperature estreme, gli schiaffi in testa".
Anche per questo sarà improbabile vederlo come prossimo presidente degli Stati Uniti d'America.
 
Mentre questi si occupano di esportare la loro personalissima democrazia all'estero, noi dobbiamo ringraziare Dio che ci ha concesso di vivere nel Paese che ha dato i natali a Cesare Beccaria
il quale già tre secoli fa aveva le idee chiare su pena di morte e tortura.
 
 
-------------
ps.
Riad Hamad, ci ha lasciato. R.I.P.
Non l'ho mai conosciuto personalmente ma gli sono grato per tutto il suo lavoro in favore di un progetto umanitario che stiamo organizzando per Gaza.
Gli sono grato per tutto il lavoro fatto per lenire la sofferenza in Palestina.
 
Riad forse si è suicidato,
travolto dall'insopportabile oppressione di uno stato che si dice democratico e poi si fa tiranno verso i suoi cittadini anticonformisti,
e magari coi tratti somatici non caucasici.
 
Ma più probabilmente, Riad è stato suicidato.
 
La FBI gli stava addosso pedinandolo, monitorando i suoi amici e la sua famiglia, violando la sua privacy e i suoi diritti civili.
Qui sotto potete leggere una sua mail spedita qualche anno fa al generale John Ashcroft, redattore di quella legge (patriot act) che prevede la legalizzazione della violazione dei diritti umani verso gli stranieri, o i "sospetti".
Leggetela e vi farete una idea di chi era Riad,
R.I.P.
 
il suo sito:
 
Harvest peace, Riad.

SHUKRAN for your work and support
Salamat
 
 
Fri, 30 Jul 2004 20:23:28 -0700 (PDT)
To Attorney General John Ashcroft
Ref: Harassment of my children, monitoring my friends and family, intrusion on my privacy and civil rights
.
 

Mr. Attorney General John Ashcroft,

My neighbor came up to me few weeks ago and informed me that an agent from the Federal Bureau of Investigation called him again regarding some information about my activities and other personal matters.  Mr. Frank R. specifically told me that the agent inquired about the kind of car that I drive since your agents cannot find any records of car ownership for me in Travis county or the state Texas.  I was surprised to hear that from him since not even my closest friends know that I do not own a car or any property, fixed or mobile in the state of Texas or the United States.  It was my choice at the age of forty to give up all material things and devote my life to something meaningful besides racking up dollars in my bank account.  For your information I do not own a car, a house, a yacht and my bank accounts have less than one hundred dollars in them.  Your agents should know the car that I drive, since it has more than 20 bumper stickers in support of the people of Palestine, against the occupation of Palestine, against the war in Iraq and one that states " A village in Texas is missing its idiot," and I think he now lives on 1600 Pennsylvania Avenue in Washington, D.C. 
... continua a leggere

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25 aprile 2008, i partigiani, i loro ideali camminano ancora sulle nostre gambe e parlano con le nostre voci
26/04/2008

sempre memori

Vogliono riscrivere la storia?
Dovranno usare come inchiostro
il sangue dei partigiani che ancora scorre nelle nostre vene.
Dovranno prima rimetterci al muro,
o venire a cercarci lassù in montagna,
dove fa ombra quel bel fior.
 
E verranno fuori dalle tombe i partigiani morti ammazzati.
I loro ideali cammineranno sulle nostre gambe.
 
Vik alias guerrillaradio.
 
ps.
fanculo al sindaco di Alghero Marco Tedde,
 
-------------------------------------------------
 
il contributo al 25 aprile del blog fratellastro incestuoso di guerrillaradio:
 

An infamous photo showing a Nazi shooting a Polish woman--most likely a Jew--clutching her child.  It is impossible to comprehend the evil

" E voi, imparate che occorre vedere e non guardare in aria; occorre agire e non parlare. Questo mostro stava, una volta, per governare il mondo!
I popoli lo spensero, ma ora non cantiamo vittoria troppo presto:
il grembo da cui nacque è ancor fecondo. "

(Bertold Brecht)

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25 aprile 2008, ovvero L-DAY, Liberation Day (contro i fascismi di Gustavo Selva, Letizia Moratti, Marco Tedde, e i rigurgiti di questa destra revisionista)
24/04/2008

vedi vday Beppe Grillo in diretta on line in streaming su internet
Non andrò domani a Torino.
Mi spiace per Beppe Grillo ma il 25 aprile per me sarà sempre un L-Day,
prima ancora che un V-Day,
L-Day, Liberation Day.
 
Specie oggi che la destra più rozza,
razzista e becera d'Europa è tornato al governo del nostro Paese,
e propone di abolirlo il 25 aprile (Gustavo Selva, PDL),
lo boicotta (Letizia Moratti)
e addirittura con un sindaco di Forza Italia, tale Marco Tedde,
 
Andrò a onorare gli ultimi partigiani sopravissuti e il ricordo della Resistenza a Milano,
e solo dopo cercherò un banchetto dei "Grillini" per sottoscrivere le 3 proposte di referendum,
che sommariamente condivido. (abolizione dell'ordine dei giornalisti, abolizione dei finanziamenti pubblici di un miliardo di euro all'anno all'editoria, abolizione della legge Gasparri e del duopolio Partiti-Mediaset.)
 
Sarà un 25 aprile schiumante di rabbia,
di patriottico orgoglio in difesa di quegli ideali fondanti la nostra costituzione e democrazia.
 
Non c'è niente da ridere se i primi difensori di quei valori partigiani
non hanno rappresentanza politica in parlamento,
e una parte di responsabilità ce l'hanno anche coloro hanno invitato all'astensionismo,
come Beppe Grillo. (Chi pensava che l'esercito dei suoi estimatori fosse politicamente trasversale si sbagliava di grosso, giacché a destra non si è astenuto proprio nessuno)
 
Un invito di Beppe Grillo all'astensionismo per me, incomprensibile.
e ditemi se molti paragrafi non coincidono con la battaglie portate avanti da Beppe Grillo.
Di quale colore erano se non arcobaleno le giunte che si sono battute maggiormente contro la privatizzazione dell'acqua?
E quali oggi sono contro il nucleare e a favore delle fonti di energia alternative?
Soprattutto,
qualcuno può spiegarmi perchè Rita Borsellino andava bene quando si candidava per le regionali nel 2006 e non più quando si è candidata alle politiche?
 
Continuerò a sostenere e promuovere le iniziative di Beppe Grillo, che continuo a stimare,
a cui va riconosciuto l'enorme merito di aver risvegliato coscienza civile e politica (e antipolitica) in migliaia di persone che erano poco avvezze a politica e senso di giustizia.
Le proposte di legge popolari inoltre sono quanto di meglio auspicabile in Italia per scavalcare una casta sempre più arroccata in difesa dei suoi privilegi.
Mi auguro solo che la scelta delle date per i futuri eventi saranno più felici (oltre che le scelte elettorali...)
dato che giornate come domani devono rimane principalmente dedicate alla difesa della memoria storica,
con una destra sempre più revisionista, che minaccia di voler riscrivere la storia.
 
Auguro a tutti voi un 25 aprile che non sia solo commemorazione rituale,
ma incentivo ad adottare il carattere della Resistenza nella pratica di tutti i nostri giorni,
che il sangue dei nostri nonni non sia mai scorso invano.
 

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Animali in via di estinzione si preparano a riconquistare l'habitat appena perso
18/04/2008

Clamorose immagini di un esemplare di elettore della sinistra arcobaleno in via di estizione ripreso fuori dalla cattività del parlamento:

(il cucciolo sternutisce perchè è allergico alla puzza di sterco degli sceriffi leghisti che hanno occupato il suo habitat)

Devo ammetterlo,
in questi giorni girando con la mia kefiah da lavoro,
mi sono sentito un pò come un panda,
tanto che ora in questa stanza,
non mi sorprenderei se trovassi nascosto nell'armadio o sotto il letto,
uno studioso occhialuto che spia le mie abitudini,
cercando la ragione del rischio estinzione della nostra specie.
 
E chi dobbiamo ringraziare per questo nuovo osceno scenario politico?
 
Tempo fa Veltroni, espresse l'intenzione di voler far luce sulla morte di Pasolini, in modo che si scoprissero i reali esecutori e i mandanti del suo omicidio.
Io non so con precisione chi sono stati gli assassini di Pasolini,
ma per l'omicidio della sinistra italiana tutti gli indizi conducono al leader del PD,
che non ha davvero alibi.
 
La decisione di correre da solo si è rivelata assolutamente fallimentare per Veltroni, anche se un motivo di lietezza si respirava dalle parti del loft del PD dopo l'esito delle elezioni,
dove anche Mussollini falli negli anni 20,
Walter è riuscito,
far fuori socialisti e comunisti dal parlamento.
 
Già precedentemente il traghettamento del pd verso la destra e il centro, con candidature scandalo  come i falchi di confindustria Calearo, Colaninno e Ichino (sorvolando sui generali guerrafondai  e omofobi e i lecchini razzisti del vaticano)
avevano completamente assorbito quel poco di sinistra residua dei ds,
eppure, martellando sulla necessita del voto utile,
Veltroni è riuscito a calamitare su di sè almeno un terzo dei voti volatilizzati della Sinistra Arcobaleno.
 
Mi viene da sorridere tutte le volte che sento persone dichiararsi di  "sinistra"  e contemporaneamente elettori del PD.
Ma come, non hanno mai sentito Marini o l'ex ministro Fioroni dichiarare apertamente che il partito si deve ispirare alla democrazia cristiana? Non hanno mai dato un'occhiatina dove è schierato il PD in Europa ?
Sono fuori dal gruppo socialista , quindi fuori dall'emisfero della sinistra.
Gli stessi colonnelli dell'ex-margherita premono affinché Veltroni li iscriva fra i popolari,
lo stesso eurogruppo di Fini e Berlusconi per intenderci...
 
Se Veltroni è il mandate e l'esecutore principe dell'omicidio della sinistra italiana, certo nello specifico dell'agonia della SA come complici ha trovato i suoi leaders inetti,
che hanno perso il contatto con l'uomo qualunque, con i movimenti soprattutto, preferendo recarsi  a "porta a porta",
piuttosto che piazza a piazza.
 
Indimenticabile Bertinotti che difende a spada tratta Giuliano Ferrara bersaglio di prodotti ortofruttiferi, mica proiettili, (ah, unica nota lieta di questa elezione, Giulianone ha preso più pomodori che voti)
come se questa fosse una battaglia violenta e non una resistenza non violenta.
 
Patetica la scelta dei candidati e del leader per queste elezioni,
con metodi più da forza italia,
che da sinistra partecipativa.
 
Soprattutto, per quanto mi riguarda,
imperdonabile Bertinotti che nella passata legislatura ha deciso di sedersi sul lussuoso scranno da presidente della Camera piuttosto che scendere nell'arena politica per combattere per i nostri diritti,
una volta tanto che si governava e si poteva portare a casa qualcosa ,
la prossima volta che succederà avremmo i capelli bianchi, chi avrà ancora i capelli.
 
Su cosa devono fare loro,
Paul Ginsborg  propone una soluzione, la migliore a mio avviso.
 
Su cosa dobbiamo fare noi,
credo si possa sintetizzare con la parola opposizione, intellettuale e sentimentale,
laddove sentimenti e idee che partono dal basso possono circolare ancora liberamente,
come i movimenti, internet e le piazze,
e per queste ultime dovremo essere pronti ad una repressione durissima
come si evince dalle ultime dichiarazioni di Cossiga.
 
Sebbene sconsolato come tanti di voi, di noi,
io non voglio ancora credere che l'Italia sia svoltata d'improvviso verso il partito più xenofobo e populista d'Europa,
considero l'exploit della lega soprattutto un voto di protesta,
ma questo lo scopriremo presto.
 
Intanto noi continuiamo a riconoscerci per strada e a tenderci una mano,
solo con il reciproco sostegno riusciremo a  fuoriuscire da questa gabbia di desolazione in cui siamo caduti,
non siamo soli,
impariamo dagli animali a noi più simili:
 
 
 

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Dalla sinistra arcobaleno sconfitta la rivincita di una sinistra tempesta più combattiva
15/04/2008

"Fluttuare come una farfalla, pungere come un'ape"

Hermanos, coraggio,
fuoriusciamo dall'agone della depressione,
con le ossa rotte come dopo un battibecco con Tyson,
ma nello spirito non ancora completamente vinti.
 
Del resto riconosciamolo non eravamo troppo in forma,
e schivare fendenti che arrivano dal centro e dalla destra
in maniche di kashmir e con lo stesso sigarazzo in bocca  da 15 anni non è certo agevole.
 
E' giunto il momento di rimettersi in forma,
rassodare i muscoli,
scendere in strada per allenarsi con l'uomo qualunque,
piuttosto che accordare sofismi coi liutai dei palazzi del potere.
 
Essere di meno richiede di essere più massicci,
scattanti, schivare, incassare e restituire.
Più i razzismi e i pregiudizi si fanno numerosi,
più noi dobbiamo saperci fare trovare combattivi.
 
Anche se la nostra tribù è a rischio di sparizione,
duole ammetterlo.
 
Siamo una specie in via di estinzione, 
ma certo non ci faremo rinchiudere nelle riserve vero?
Ne tanto meno attenderemo lassisti la venuta dello sciacallo padano a cacciarci,
combatteremo come abbiamo sempre fatto,
da domani con ancor più grinta,
con la consapevolezza di essere gli unici tenutari del dna della nostra specie,
la pace, la solidarietà, la giustizia sociale, quell' antifascismo più ampliamente inteso come lotta contro forma di pregiudizio, discriminazione.
 
Siamo una specie in via di estinzione, dicevo,
proliferiamo difficilmente perchè l'Italia è ormai ridotta a terreno fertile per i particolarismi,
i localismi, gli egoismi che aspirano tutti  all'imitazione di un uomo solo che appare dai suoi schermi tv bello come un dio greco e generoso come un santo moderno.
Ma che in realtà, ripassato lo schermo con uno strofinaccio netto,
è solo un brutto nano avaro e malvagio come uno gnomo mefisto.
 
Non gettiamo la spugna prima di aver sentito il rintocco